Melina e il Principino
Una volta governava in Alto Adige un potente Conte che obbligava gli altoatesini a dividere con lui il raccolto. Anche il contadino Veit dava al Conte ogni anno cinque cestei di mele. Un anno piovve per tutta l'estate e il raccolto fu disastroso, tanto che il contadino Veit aveva a malapena di che vivere per sé e la sua famiglia. Sua figlia ebbe allora un'idea: entrò nella cesta e si fece ricoprire di mele, in modo tale da far sembrare la cesta subito piena. Il Conte non si rese conto del trucco e accettò con estremo piacere la cesta.
Durante il tragitto verso la cucina, però, la fanciulla nascosta dentro la cesta sentì qualcosa pizzicarle il naso e lanciò un grido. La cuoca si accorse così della fanciulla, che aveva ancora posato sul naso un cervo volante. Allorché la fanciulla manifestò l'intenzione di schiacciarlo, il cervo volante la implorò di lasciarlo in vita. La fanciulla lo condusse allora fuori dalla cucina e lo depose sotto un melo. La cuoca prese subito in simpatia la piccola e decise di tenerla con sé. E poiché l'aveva trovata dentro un cesto di mele, decise di chiamarla Melina.
Un bel giorno il Conte si presentò in cucina senza preavviso e vide Melina. "Un'altra bocca da sfamare", gridò furente e decise di ricorrere a uno stratagemma. "Potrai restare qui solo se riuscirai a portarmi il forziere con i tesori della strega Striona", disse il Conte pensando che la fanciulla non vi sarebbe mai riuscita. Striona abitava infatti in un castello molto lontano. La cuoca ebbe appena il tempo di dare alla fanciulla qualche provvista che questa si incamminò per la sua strada portando con sé tre pezzi di carne, del lardo e un pugno di sale.
Sulla strada, Melina si imbatté in un toro che tendeva la lingua verso di lei. "Vorrà certamente del sale", pensò Melina, e gli lasciò leccare il sale dalla sua mano. Il toro la ringraziò e Melina riprese il suo viaggio. Infine raggiunse il castello di Striona. Quando però tentò di entrare, la porta si bloccò. Allora prese il lardo, oliò i cardini e la porta si aprì praticamente da sola. Nel cortile del castello Melina vide uno scrigno d'oro posato su una pietra. Doveva sicuramente trattarsi del forziere con i tesori. Melina afferrò lo scrigno e tentò di fuggire via veloce, ma tre enormi cani le si pararono improvvisamente davanti bloccandole la strada. La fanciulla gettò loro i tre pezzi di carne. La strega Striona fu però svegliata dal latrato dei cani e vide Melina. "Prendetela", gridò loro. Ma i cani si rifiutarono di obbedire agli ordini perché Melina aveva donato loro quella carne succulenta. "Porta, trattienila", gridò allora la strega. Ma anche la porta si rifiutò di obbedire perché Melina aveva oliato con tanta cura i suoi cardini. Melina scappò via dal castello, inseguita da Striona. Non appena arrivarono al punto in cui si trovava il toro, questi tagliò la strada a Striona e la tenne in scacco con le sue corna perché Melina gli aveva permesso di leccare il sale dalla sua mano.
Fortunatamente la fanciulla riuscì a raggiungere il castello del Conte con lo scrigno dei tesori. Si fermò presso il melo sotto il quale aveva depositato il cervo volante e vide che questo si era in realtà trasformato in un meraviglioso principe. "Melina, tu mi hai salvato. Hai spezzato l'incantesimo della strega Striona, che mi aveva trasformato in un cervo volante", disse il principe. E così Melina e il principe vissero per sempre felici e contenti.
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